Trinceroni del monte Campolongo

 

http://www.vadopiano.it/bullet02.gifNote

http://www.vadopiano.it/bullet02.gifScheda tecnica

Bisogna fare molta attenzione a non perdersi perche' i 'paletti' che segnano il percorso sono molto lontani fra loro.

Ci sono alcuni segni di colore giallo o rosso che forniscono un'ulteriore aiuto

Partenza: Rubbio, dopo la 'Cava Dipinta'
Dislivello massimo: 200 m
Grado di difficoltá: facile
Tempo medio di percorrenza: 3 ore (con calma).
Stagione piú favorevole: autunno - inverno

 

http://www.vadopiano.it/bullet02.gifRacconto

Mi avevano raccontato di un bel posto, un percorso tra le fortificazioni della Grande Guerra e di un panorama mozzafiato. Tra l'altro non serve scarpinare ore per arrivarci, o affrontare dislivelli paurosi: basta una mezza giornata per visitarlo.

Ho parcheggiato la macchina in uno slargo dove c'erano gia' alcune persone, (appassionati di funghi, cacciatori ed una famiglia) da cui partono due stradine: una porta al Monte Caina e l'altra, a sinistra, ai Trinceroni. La giornata e' bella, ma c'e' un forte vento: siamo all'imbocco della Valsugana che crea una certa "corrente d'aria".

Il primo impatto e' fantastico, con un faggio solitario e completamente rosso che si staglia a lato della strada. La giornata inizia bene. Piu' avanti ne incontro altri a formare piccoli boschetti. Su uno di questi alberi, a sinistra, vedo una capanna, probabilmente usata per la caccia. A destra un'altra casupola coperta di rami di abete. Comincio a preoccuparmi: il mio cane non ama gli spari e, soprattutto, i cani da caccia.

Ma il posto e' troppo bello. Dopo un po', all'altezza della Casera Lova, inizia la zona dei Trinceroni. Entro nel bosco e seguo i paletti che segnano il percorso. Le indicazioni non sono molto chiare, infatti imbocco il sentiero di ritorno, per poi correggere la rotta e seguire i cartelli nel modo corretto.

Comincio ad incontrare le prime trincee e la prima delle gallerie passanti. I ricoveri ed un ospedaletto da campo erano nascosti e protetti dalle rocce: da questi si raggiungevano i camminamenti tramite alcune gallerie. Cerco di immaginare come poteva essere la vita in quei luoghi durante la guerra.

Entro in una trincea che, procedendo a zig zag, si innesta con altre formando un percorso molto divertente: Bilbo, il mio cane, sembra impazzito. Continua ad entrare ed uscire, a saltare sui muretti a secco per poi rientrare nel "fosso". Si sta divertendo un mondo. In effetti mi diverto anch'io. Sono in un labirinto, in un dedalo di viuzze con molte deviazioni e con percorsi che terminano all'improvviso.

Purtroppo il panorama non e' un gran che, le nuvole stanno velocemente coprendo tutto in un abbraccio surreale. Il bosco si fonde in una foschia morbida che sembra attenuare anche i rumori provenienti dal fondovalle. Si sente solo il tramestio delle foglie secche.

Il percorso e' sempre piu' divertente, tra ponticelli in legno e saliscendi continui. Mi sono perfino dimenticato di nutrirmi e di bere. Quando mi fermo sono un po' stanco: ho camminato molto senza rendermene conto.

Sto per ripartire quando Bilbo comincia a ringhiare: si avvicina un animale. Sara' un orso, una lince? O semplicemente il cane di un cacciatore? Comunque il percorso continua nella direzione opposta e lo imbocchiamo decisamente. Poco dopo, dopo aver superato la vetta del Monte Campolongo, incontro il cartello che indica il sentiero di ritorno, che porta velocemente allo sterrato con cui ritorno alla macchina. Dietro si sentono distintamente dei colpi di doppietta.

Un bel posto, molto divertente ma che fa anche pensare al tempo in cui non era molto allegro stare in quei luoghi, col freddo e con le bombe. Anche oggi fa freddo: salgo in macchina e torno alla civilta'.

Accesso: Da Bassano prendere per Asiago, poi (in localita' Tortima) girare a destra verso Rubbio. Al tornante in paese tirare dritto verso la 'Cava Dipinta' fino alla fine della strada.